Una lieve brezza scompigliava le siepi ben
potate di Privet Drive, che riposava, ordinata
e silenziosa, sotto il cielo nero come l'inchiosto.
L'ultimo posto dove ci si sarebbe aspettati
di veder accadere cose stupefacenti. Sotto
le sue coperte, Harry Potter si girò
dall'altra parte senza svegliarsi. Una manina
si richiuse sulla lettera che aveva accanto
a lui continuò a dormmire, senza sapere
che era speciale, senza sapere che era famoso,
senza sapere che di lì a qualche ora
sarebbe stato svegliato dall'urlo della signora
Dursley che apriva la porta di casa per mettere
fuori le bottiglie del latte, nè che
le settimane successive le avrebbe trascorse
a farsi riempire di spintoni e pizzicotti
dal cugino Dudley... Non poteva sapere che,
in quello stesso istante, da un capo all'altro
del paese, c'era gente che si riuniva in segreto
e levava i calici per brindare << a
Harry Potter, il bambino che è sopravvissuto>>